Innovare significa innanzi tutto cambiare la testa delle persone. Una delle voci più attive nel Bilancio regionale dovrebbe dunque essere l’investimento nell’istruzione e nella formazione. I giovani devono essere seguiti ed aiutati a comprendere quale sia la propria strada e sostenuti nell’avvio dei propri progetti di impresa o di ingresso nel mondo del lavoro.

Quindi:

1) Investire, nei limiti delle competenze regionali, sull’istruzione pubblica.

2) Contributi regionali, in base a fasce di reddito, per consentire a giovani under 18 di seguire un corso di lingua all’estero.

3) Continuare a finanziare borse di ricerca negli atenei piemontesi con l’importante scopo di prevenire la fuga dei cervelli ed incoraggiare progetti di sviluppo e ricerca in Piemonte.

4) Il diritto di tutti ad usufruire di impianti sportivi adeguati a “costi pacificati”. Lo sport è un’attività di crescita fisica e mentale specie per i giovani delle scuole elementari, medie primarie, secondarie e poi anche all’università. Sport come veicolo di solidarietà, diffusione di “mentalità del saper vincere” e del “saper perdere”

5) Educazione sessuale a partire dalle Scuole medie. E’ importante far comprendere ad un ragazzino l’importanza della contraccezione, il funzionamento dell’apparato sessuale e delle dinamiche sessuali. Il sesso deve smettere di essere considerato un tabù e per questo motivo accantonato dal bagaglio culturale che uno studente si pensa dovrebbe possedere, in questo modo si lascia spesso un ragazzino solo davanti ad un argomento invece delicato. Contestualmente al punto 4 è importante inculcare ai ragazzi il rispetto della donna e delle diverse culture e delle diverse tendenze sessuali. (vedi sez. Diritti Civili).

6) Contributi a fondo perduto per giovani under 30 con l’obiettivo di favorire il ricambio e la sopravvivenza della piccola e media impresa.

7) Favorire tavoli di intesa fra regione e insegnanti.

8 ) Incentivi sulle imposte per le imprese che accolgono studenti in stage.

9) Istituire un reddito minimo di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è definito come l’erogazione di un reddito di valore unico nei confronti di tutti i cittadini di un paese, indipendentemente dal loro reddito da lavoro, patrimonio o status professionale. L’erogazione di tale reddito è finalizzata a consentire a ciascuno di soddisfare i propri bisogni di base (quali mangiare, avere una casa, vestirsi ed acquisire determinati beni culturali di base) e permettere così agli individui di essere liberi di gestire la propria vita come vogliono. È chiamato anche “reddito sociale garantito”, “reddito universale”, “reddito minimo di esistenza”.

10) Contributi a fondo perduto per le giovani coppie per l’acquisto delle case o per il pagamento di parte del canone d’affitto.

11) Nel caso ci siano persone che hanno perso il posto di lavoro e non riescano quindi a pagare la rata del mutuo la Regione dovrebbe costringere le banche a sospende per alcuni mesi il pagamento della rata.

12) La Regione deve aumentare l’offerta di case popolari, costruendo più stabili e favoreggiando i residenti Piemontesi e le fasce più deboli, rivedendo anche i parametri di affidamento. Forte impulso anche all’housing sociale, significa cioè l’insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata. La finalità dell’housing sociale è di migliorare e rafforzare la condizione di queste persone, favorendo la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso all’interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio adeguato, ma anche a relazioni umane ricche e significative.